
Sono bruttino, saccente e permaloso.
Ma ho il mio seguito.
La spiegazione è semplice:
secoli di vocazione femminile al martirio.
No, l'amore non so cos'è.
A parte quello per la mamma,
dalla quale ho mutuato una certa rozzezza nell'esprimere i sentimenti.
Scelgo per pragmatismo un rapporto che mi lasci libero da vincoli
e che non richieda un impegno autentico.
Per ipocrisia, poi, fingo di dolermene.
Negli affetti sono schizofrenico:
serietà e rigore mi rendono selettivo,
ma sono costantemente diviso fra accudimento e fuga...
così...
pratico l'arte del mimetismo spinto,
eccello nella dissolvenza.
Il Gatto del Cheshire insegna:
di me, alla fine, rimane solo il ghigno beffardo.